lunedì 29 aprile 2013

ALESSANDROUPOLI 29 apr 2013

Luigi e Ibrahim
Ginestre profumate in fiore














Siamo ad Alessandropouli, vicini al confine con la Turchia.

Ho una tastiera dove non si leggono le lettere, e faccio fatica a scrivere.
Stiamo attraversando campagne ben coltivate, e' un piacere camminarci in mezzo, anche se su strade asfaltate. Coltivazioni di grano di erba nedica, di ortaggi. Ieri abbiamo visto dei campi dove avevano fatto nascere delle piantine di tabacco, molto piccole e molto fitte: presumiamo che dopo vengano prese e piantate nei soliti filari.
Abbiamo omcontrato diverse serre, dove fanno crescere le piantine di ortaggi, e le vendono lungo la strada.
Oggi siamo passati vicino ad un bel campo con il terreno ben lavorato, e con un trattore stavano seminando, abbiamo fatto qualche foto, il conducente ci ha salutato e ci ha fatto segno di fermarci. E' sceso e ci ha salutati. Si chiama Ibrahim, e' di origine turca, e stava seminando cotone. E' diversi giorni che lo stavamo cercamdo, il cotone, perche; sapevamo che questa e' zona di produzione. Ci ha mostrato i semi: sono rossi, della grandezza fra un chicco di riso e uno di mais: peru non so se questa sia la grandezza reale o il seme e' di colore e dimensione diversa per eventuale trattamento con fertilizzanti, antiparassitari ......
Stiamo procedendo bene, camminiamo bene, incomincia a fare caldo, siamo sui 30 gradi, e nelle ore del pomeriggio e' meglio non camminare. L'altro giorno. che avevamo una tappa lunga, siamo partiti alle 5,30 e questo ci ha permesso di vedere un'alba stupenda, di sentire il canto del Muezzin, di sentire la natura che si risveglia. Era tutto un cantare dei galli, un cantare degli uccelli, un darsi la voce di tutti gli animali, ognuno suonava il suo strumento nella grande orchestra: mancava solo l'uomo.
E i fiori che si vedono nella campagna e i p[rofumi che si accompagnano, profumi dei quali distiguo solo quello delle robinie in fiore e delle ginestre. Ma ci sono tutta una serie di oltri profumi, che arrivano al naso e fanno respirare forte per potersene impadronire, anche solo per un attimo, perche' al respiro successivo quel profumo non c'e' piu ma ce n'e' un'altro. Questo ci fa capire che non serve a niente cercare di trattenere qualcosa: non serve perche' c 'e' sempre qualcosa altro, forse migliore.
Giovanni e' un gran camminatore, e' sempre davanti, piano piano si allontana, poi quando si ricorda di me si volta indietro, mi vede lontano e mi aspetta.
Se sto facendo questo meraviglioso viaggio e' solo grazie a lui.

sabato 27 aprile 2013

KIMERIA 27 APR 13

Ci hanno regalato un'arancia

La venditrice di kaki secchi

Assaggio del dolce-candela sconosciuto

Tra i pensionati di Xanthi: Ismael e' il primo a dx
Oggi siamo passati per la citta di XANTHI. Siamo arrivati nella piazza principale e siamo andati a visitare la bella cattedrale ortodossa. La stavano pulendo e sistemando, domani qui e' la domenica delle palme, e la prossima domenica sara' Pasqua.
Sulla piazza abbiamo incontrato  Ismael, Jamal, Sebap, pensionati seduti su una panchina che stavano aspettando che passasse il tempo. Ismael, che parlava un po di tedesco/inglese ci ha detto sottovoce, non so perche', che loro sono turchi, anche se vivono in terra greca. Ci ha detto che prende 900 euro di pensione e ha voluto sapere quanto prendiamo noi. Noi prendiamo di piu' ma siccome qui il costo della vita e' inferioore, penso che alla fine il valore reale sia uguale.
Siamo a 120/130 km dal confine, ma questa e' una citta' dove ci sono molti turchi, forse sono la maggioranza. Moltissime donne sono vestite con i loro abiti tradizionali, lunghi e con il capo coperto.
Siamo poi andati al bazar/mercato. In un negozio vendevano un dolce particolare, strano: sembrava u n grosso torrone morbido. Un passante ci dice che e' molto buono e alloradecido di assaggiarlo. Entro ne prendo un pezzo 80 cent. Si chiama KALVAS, buono sa un po di tostato e un po di dolce fatto con l'albume montato.
Il mercato come al solito e' vivo, animato, colorato.
Una signora vende qualcosa che assomiglia ad una candela viola. Ne avevamo gia' viste. Chiediamo: e' qualcosa che si mangia e allora lo proviamo, costa 1 euro. Dentro ci sono pezzetti di semi secchi e fuori un involucro gommoso, dolce. Buono anche questo.
E siccome non c'e' il due senza il tre, un'altra signora vende dei frutti secchi, rinsecchiti. Una cliente ci dice che sono cachi secchi. Ne compro uno, ma la signora non vuole i soldi, me lo regala. E cosi assaggiamo anche i cachi secchi. Buoni.
In un'altra bancarella c'e' una signora solare, estroversa, particolare, come il marito che ha una bella barba. Scherziamo insieme in due lingue diverse, poi si diverte a farsi fotografare insieme al marito. E alla fine ci regala un'arancia.
Finito di visitare Xanthi abbiamo ripreso la strada e siamo arrivati qui a Kimeria; e qui abbiamo visitato la prima moschea del nostro viaggio. Il custode, Hassan, un signore sui 70 anni, ci ha chiesto se volevamo entrare. E' logico che come invitare un'oca a bere. Siamo entrati, abbiamo fatto foto.
Domani abbiamo un percorso lungo, perche' il primo posto dove si trova da dormire e' a Komotini, parecchi km da qui. Pero' il tempo e' buono, fa caldo, nelle ore centrali molto caldo. Partiremo molto presto, verso le cinque e mezza.

venerdì 26 aprile 2013

TOXOTES 26 apr 2013

Icona

Chiesa Ortodossa

Una magnifica alba

Cena con suvlaki, patate insalata greca, nell'osteria di Toxotes
In tutti  gli internet point dove andiamo,troviamo molti ragazzini/bambini sui 10/14 anni, davanti ai computer che giocano ai video giochi, e altri amici dietro, della stessa eta' che guardano. Da quello che vediamo passano delle ore attaccati a questi videociochi che non fanno altro che succhiare il cervello. Monon riusciamo ad interessarli a qualcosa di piu' intelligente, piu' costruttivo, piu' utile? Ma come li stiamo educando ?!
Oggi abbiamo fatto 31 km, sulla statale con pochissimo traffico. Fa caldo, il cielo e' sereno, si cammina bene.
Siamo partiti da Neo Karvali, sul mare e ora siamo ritornati all'interno. Neo Karvali e' stata fondata nel 1920/1922 dagli esuli greci dopo la guerra Turco /greca. Tutti i greci che erano nella parte turca sono scappati in Grecia, i turchi che erano in Grecia sono rimasti e ci hanno detto che piu' avanti, prima della frontiera,troveremo interi paesi abitati da turchi.
Sono diversi giorni che incrociamo degli autocarri che trasportano ognuno due grossi blocchi di marmo; le cave leabbiamo viste, sulle colline che fiancheggiano la strada. Sembra che in queste zone una delle attivita' principali sia quella delle cave: si vedono cave dappertutto. L'altro giorno in un deposito di materialeedile, stavano caricando un autocarro, con pedane di 'scandole' di ardesia per la copertura dei tetti. Ci siamo fermati a parlare con l'autista, che conosce un po d'italiano. Tre volte al mese trasporta 'sassi' in Svizzera: carica di scandole il suo camion, si imbarca a Igoumenitsa, fino ad Ancona o Venezia, poi passa in Svizzera a Chiasso (per ilS.Bernardo costa euro 140) e va as scaricare a Martigny  ai piedi del Bianco, usano le scandole per coprire le case. Perche' trasportarle dalla Grecia?
Oggi abbiamo incontrato i primi italiani, una carovana di 18 camper che stanno andando in Turchia. Un tour organizzato dal Camper Club di Brescia, stanno in Turchia un mese.
Noi  stiamo procedendo bene, i piedi e le gambe reggono. La testa anche, certo che certi giorni quando si arriva si e' stanchi, ma una bella doccia e il riposo ci rigenerano e possiamo continuare.
Cerchiamo di mangiare meglio possibile: qui in Grecia stiamo facendo indigestione di insalatone alla greca e formaggio FETA. L'insalatone e' buono, pomodori, cetrioli, peperoni, cipolla olive ....formaggio Feta. Pero' ormai e' sempre la stessa minestra. Il formaggio, che avevo sentito tanto decantare, sinceramente non mi sembra granche': quasi tutti i nostri formaggi sono migliori. E poi sembra che abbiano solo questo. A parte tutto questo, mangiamo bene: solo l'altra serab  ad Eftheropouli abbiamo cenato decisamente male. Era tutto chiuso, anche i negozi enon abbiamo capito il perche'. Alla fine abbiamo trovato una Kantina (osteria?) aperta, eravamo gli unici clienti. Il cuoco ci ha proposto una bistecca con insalata greca e noi abbiamo detto OK. Ci ha portato un hambugher, cotto in maniera pessima: aveva tutta una crosta bruciata attorno; ma non abbiamo fatto problemi, abbiamo tolto la crosta bruciata e abbiamo mangiato. L'importante e' riempire lo stomaco, non ci facciamo troppi problemi.
In Grecia logicamente usano l'alfabeto greco, e sto cercando di impararlo: riesco a leggere abbastanza bene tutte le parole in stampatello e molte di quelle in corsivo. Ci e' utile per leggere i cartelli stradali e sapere dove siamo. Inoltre ho imparato diverse parole in greco.
La gente e' curiosa, ci ferma vuol sapere da dove arriviamo e saputo che siamo italiani, ci ripetono  la solita cantilena : Italiani e Greci: una razza una fazza. Veramente dopo questo, che sta a indicare che siamo molto simili ed amici, dicono qualche cosa che non fa molto piacere. Pronunciano il nome di un politico italiano seguito da una risata: AH AH AH !!!
.
Nei giorni scorsi siamo passati per Salonicco. Nella bella e solare piazza ARISTOTELE che da sull'assolato lungomare c'e' una statua del filosofo. E' nello stesso divertito e infastidito dalla gente che gli tocca continuamente il pollicione del piede: dicono che fa diventare intelligenti come lui (l'ho fatto anche io,non si sa mai). E' seduto e guarda il mare con un'aria assorta, pensierosa e triste.
 Sopra di lui una nuvoletta : gli uomini ! !, Che tristezza !! Ai miei tempi si facevano abbindolare dai furbetti del quartierino e da politici che pensavano solo ai loro interessi personali. Sono passati duemila e trecento anni e non e' cambiato niente !

martedì 23 aprile 2013

TOUZLA 23 APRILE

Il salvataggio della tartarughina

Il Leone di Amphipoli

Con Seppo Noro

Con Danis Staios e Amici.Danis e' quello che ha il braccio sulle spalle di Giovanni
Volevo tranquilizzarvi: non facciamo sempre 42 km al giorni, non siamo superman, ma solo due persone normali avanti con gli anni, per cui in genere facciamo sui 27/30 km, solo che a volte non c'e' il posto per fermarsi a dormire e ci tocca allungare un po. Oggi abbiamo fatto 33 km, domani di meno.
Oggi e' stata una bella giornata di sole, e abbiamo quasi sempre costeggiato il mare, mar Egeo, e anche quando abbiamo dovuto percorrere la statale, l'abbiamo trovata con traffico scarso.
Ieri non ho potuto scrivere tutto quello che volevo per problemi tecnici.
Siamo entrati in Grecia con le notizie che tutti abbiamo dai giornali e dalle televisioni, cioe' di un paese in piena crisi. Noi non abbiamo la possibilita' di verificare questo, pero' ci ha stupito la grande quantita' di caffe' bar e ristoranti che si trovano anche in piccoli paesini. Bar che sono spesso pieni, di giovani e anche di meno giovani. C'e' da dire che abbiamo notato che i giovani che sono in queste distese di tavolini, restano a parlare, a giocare per delle ore, magari consumando un solo frappe' (euro 1). Pero', secondo il metro Berlusconi , bar e ristoranti pieni dovrebbe voler dire che crisi non c'e'. Abbiamo chiesto a un signore il quale ci ha detto che i giovani vanno al bar perche' non  hanno altro da fare, non hanno lavoro, e al bar parlano della situazione di crisi, e se ne stanno nei bar anziche' scendere in piazza a protestare.
Oggi e' stata la giornata di incontri con ciclisti di lunga percorrenza.
Prima abbiamo incrociato Seppo Noro, finlandese di Helsinki, che e' partito da Lubiana, e' arrivato a Istanbul, e adesso sta ritornando a Lubiana attraverso Grecia, Albania Montenegro, Croazia.
Poco dopo abbiamno trovato Danis Staios, greco di Stavros, la cittadina dove abbiamo dormito ieri sera, assieme ai suoi amici Stratos Mihail, Kostas, che ci avevano superato in bici un'oretta prima. Danis, circa 35 anni, e' partito in bici da Rostock sul Baltico, ha attraversato Germania, Rep Ceca, Serbia, Romania, Bulgaria. Oggi e' la sua ultima tappa, e i suoi amici gli sono incontro. Ha fatto dal Baltico all'Egeo.
Quindi e' stata  la volta di Klaus e Johan, sui 65, austriaci di Linz, vicino al Gloss Glockner, sono partiti da Antalya, Turchia, e anche per loro era l'ultima giornata di bici, perche' si fermano a Asprovalta da un amico, per poi ritornare a casa,
Ed infine abbiamo trovato Manu e Jo. Manuel e Jhonatan, forse neanche 20 anni, francesi di Evian, lago di Ginevra, sono partiti da casa con un tandem e un carrettino dietro, hanno attraversato Italia, Croazia, Montenegro, Albania, Macedonia, Grecia. Arrivano a Istanbul. Poi in aereo vanno a New Delhi, girano per l'India, Poi in aereo in Thailandia e in bici verso la Cambogia, Laosa, Vietnam, Cina fino a Shanghai.
Hanno un sito : www.thecookingbike.com perche' raccolgono ricette dei luoghi dove passano e le mettono nel loro sito.

lunedì 22 aprile 2013

STAVROS 22 APR 2013 Sul mare Egeo

Kalispera
Siamo arrivati a Stavros, una piccola localita' di villeggiatura sul mare Egeo, vicino al Monte Athos.
Oggi ho battuto il mio record: abbiamo fatto 42 km, ero un po preoccupato, pero' ho visto che riesco a farli abbastanza bene, sono arrivato stanco, ma non distrutto. Era tutto piano, qualche piccolissima salitella, e la temperatura e' quella ideale per camminare: un po sopra i 20 gradi, sole. Camminiamo in magliettina e pantaloncini, a parte il mattino che fa ancora fresco.
Dall'ultima volta che ci siamo sentiti, che era ad Arnissa, abbiamo fatto tappa, se ricordo bene, a Skydra, Giannitsa, Aghios Athanasions (San Atanasio), Salonicco e ieri a Lagadikia.
A Giannitsa siamo stati ospiti della locale chiesa cattolica: un'ospitalita' squisita da parte del parroco, che ci ha voluto anche a cena e a colazione.
Ad Aghios Athanasios eravamo in un albergo lungo la statale, non sempre si trova da dormire dove si vorrebbe, e a volte si deve allungare per trovare qualcosa. Comunque un bel albergo, molto grande, eravamo gli unici ospiti. Abbiamo cenato in albergo perche' attorno non c'era nienta nel raggio di diversi km. Dopo cena abbiamo saldato il conto e abbiamo chiacchierato un po con la signora della ricezione, che si e' interessata a quello che stiamo facendo. A un certo punto, ci ha chiesto, quando saremo a Gerusalemme, di accendere una candela per suo padre, il signore anziano che avevamo visto prima, che sta attraversando un brutto periodo. Poi si e' avvicinata alla sua borsa, ha preso il portafoglio e mi ha dato 5 euro chiedendomi di accendere una grossa candela, un candelone (big chandle) per suo padre, che ne ha tanto bisogno. Questo gesto di amore, vero, sincero e grande amore, che fa veramente bene al mondo intero, mi ha emozionato: sono stato diversi istanti con banconota in mano, asserendo di si con la testa e non sapendo cosa dire.
Salonicco: mi e' piaciuta, bella citta' solare con tanta gente in centro a camminare, passeggiare, nei bar.
Siamo arrivati presto, verso le 11, abbiamo attraversata tutta la periferia (sono 700.000 abitanti) ben tenuta e pulita, e siamo arrivati in centro. Abbiamo girato per le piazze e le vie, abbiamo mangiato. Poi abbiamo cercato la chiesa cattolica, che ci ha dato ospitalita': una stanza in fondo al cortile del piazzale della chiesa, il bagno dall'altra parte del cortile, si deve passare davanti alla chiesa. Prima di noi ci devono essere stati degli accaniti fumatori, perche; era tutto impregnato di fumo..Il pomeriggio l'abbiamo passato girando in centro, e girando per il bellissimo mercato coperto, pieno anche di bar e ristorantini tipici,, alcuni facevano anche musica, e in uno di questi abbiamo cenato

martedì 16 aprile 2013

ARNISSA 16 apr 13 nei luoghi di Alessandro Magno

Ieri sera eravamo a Vevi, piccolo paesino dove non c'e' praticamente niente. Siamo andati a cercare un posto per mangiare. In quello che ci avevano indicato non facevano da mangiare e ce ne hanno idicato un'altro, dove campeggiava una grande e molto vecchia scritta FAST FOOD. Sembrava chiuso, abbiamo aperto la porta e il gestore ha allora acceso le luci. Una bella bettola.
Non riuscivamo a capirci su cosa mangiare e allora abbiamo capito che il gestore ci avrebbe pensato lui.
Ha preso dei salsiccioni dal Freezer e ha incominciato a cuocerli.
Nel frattempo gli altri avventori, curiosi, hanno incominciato un conversazione strana e difficoltosa con noi.
C'era Illia, un gigante di due metri e piu di 150 chili, che forse c'entrava un po con la gestione della bettola, ci ha mostrato delle foto attaccate al muro, che abbiamo capito essere suo figlio, sua figlia, e lui da giovane vicino ad un orso. lL'abbiamo sopranominato il MAITRE.
C'era Luis, signore di 74 anni che ha lavorato 6 anni in Canada per cui gli altri lo incitavano a parlare con noi, ma lui non ne aveva voglia e parlava un inglese che non capivo. C'erano altri due che bevevano Raki.
Il gestore, che abbiamo sopranominato lo CHEF e' arrivato con un piatto con le salsicce cotte, una ciottola di insalata mista,  una forchetta per uno, niente piatti.
La salsiccia era bruciata fuori e congelata dentro: abbiamo fatto fatica ma siamo riusciti a fargliela cuocere di piu'. C'e' l'ha riportata nera fuori e passabile dentro. Cena pessima, ma compagnia ottima.
Lo chef Pangelis era allegro come uno un po alticcio, Ilia simpaticissimo, Luis quando ha saputo che si chiama come me si e' rianimato: si e' alzato, pacche sulle spalle, abbracci ha incominciato a parlare.
Abbiamo fatto foto tutti insieme e Pangelis ci ha chiesto di mandargliele: il suo indirizzo e' costituito dal suo nome di battesimo e da quello della cittadina.
Stamattina sveglia alle 6 ma qui a quest'ora (siamo un'ora piu avanti che in Italia) e' ancora buio. Siamo partiti alle 6,30 ancora buio e un freddo insopportabile. Nessuno per strada, di bar aperti non si parla.
La strada incomincia a salire e incomincia anche un vento freddo e teso. Ho le mani che non le sento piu.
Saliamo e arriviamo in un vasto e brullo altipiano ondulato. Siamo tra gli 800 e 1000 mt. Verso le 9 arriviamo a Kelli e troviamo un bar aperto. Con quel po di greco che ho imparato ordino latte, solo latte, no caffe (mi agita) e poco dopo la signora arriva con un bel cappuccino. Pazienza. Arriva un'avventore, 78 anni, si siede e gli portano un bel bicchiere di acqua e uno di RAKI (anice).
Chiediamo dove si puo comprare del pane e ci dicono di aspettare. E noi aspettiamo. Dopo una mezz'oretta nella piazza del paese arriva un furgone e la gente incomincia ad uscire con calma dalle case : e' il fornaio.
Andiamo anche noi, e appena ci vede ci dice che ci ha gia' incontrati ieri e ci ha suonato. Ha parlato in greco ma abbiamo capito perfettamente ! Non e' che anche su di noi e' sceso lo spirito santo ? (scherzo ! ma questa candelina che mi si e' accesa in testa sara' fonte di meditazione nei prossimi giorni).
Ripartiamo, paesaggi bellissimi, montagne con le cime innevate, piccole vallette ben coltivate.
Poco dopo si ferma una macchina d'incontro, il signore, Kosta, ci saluta chiede e spieghiamo cosa stiamo facendo; e poi senza che noi chiediamo niente ci racconta che lui abita a Kelli e che a Kelli o nelle montagne attorno e' nata la nonna materna di Alessandro Magno. E Alessandro Magno ha camminato su questi luoghi, ha costruito palazzi. Sulle rive del lago che avremmo visto fra poco si esercitava a cavalcare e a guerreggiare, e a svagarsi organizzando  festini che oggi chiameremmo a 'luci rosse', assieme ai suoi valorosi 'amichetti'.
E poco dopo vediamo il laghetto: bellissimo. All'inizio siamo indecisi se sia un lago o una distesa di grano verde: l'acqua e' di un bellissimo colore verde smeraldo! mai visto un colore cosi bello !!
La strada scende ripidamente verso la piana di Arnissa e di un'altro lago, il lago Vegoritas. La piana e' coltivata a frutteti, mele, pere.
.
Mentre scendevo pensavo ad Alessandro Magno. Magno, cioe' Grande. Pensavo che nei suoi 12/15 anni di regno ha fatto solo guerre. Ha conquistato tutto il mondo allora conosciuto. Con il suo esercito di decine di migliaia di soldati per una quindicina di anni ha incendiato, distrutto, depredato, conquistato, ucciso, ferito, rubato, stuprato, portato dolore, sofferenze, fame, privazioni. Le citta' che non si arrendevano erano distrutte, incendiate. Quelle che si arrendevano erano assoggetate a tributi gravosissimi per mantenere il suo esercito. E  mi chiedevo: cosa c'e' di grande nell' infliggere sofferenze, dolori fisici, morali, emozionali agli esseri umani? 

lunedì 15 aprile 2013

VEVJ Grecia 15 apr

Kalispera . 
Siamo in Grecia. Ieri abbiamo passato il confine Macedonia Grecia. Non c'e' ne un fiume, o un lago, o un mare, o una catena di monti a separare, solo una vasta pianura, e in mezzo alla strada ad un certo punto ci sono le sbarre: da una parte Macedonia e dall'altra Grecia. Da una parte si parla e si scrive in un modo, dall'altra in modo diverso. Da una parte un paesino, e dall'altra un'altro, cinquecento metri di distanza, stesse abitudini, ma lingue diverse.
Ieri sera eravamo a Florina, citta' bella. Il centro era pieno di gente che passeggiava e che se ne stava seduta nei bar a bere una bevanda color cioccolato. Tutti bevevano questo: curiosi ci siamo seduti anche noi e l'abbiamo presa. E' un frappe' con latte e caffe, con ghiaccio dentro e molta schiuma di latte. Il caffe' e' molto carico, io non sono abituato a berlo e questa notte e' stata per me un po agitata.
Vevj invece e' un piccolo paese di campagna ed ha il pregio di avere l'unico hotel tra Florina e Arnissa, che sono piu' 50 km.
Questa sera andremo a cena in una osteria del paese, che ci hanno detto essere molto rustica, ma che fa dei buoni piatti tipici grechi   

sabato 13 aprile 2013

BITOLA Macedonia 13 aprile

Sono in un Internet point,ci saranno 50 postazioni, c'e' un casino indescrivibile e ci sono dei ragazzi che guardano non so cosa al computer e urlano come fossero ad una partita. La tastiera ha la spaziatrice che funziona male e ogni volta devo dare delle martellate.
Ma ilbello di questo cammino e' proprio questo .
Oggi siamoin un bel albergo, non siamo mai stati in uno cosi lussuoso. Siamo arrivati a Bitola e siamoandati da delle suore di cui avevamo l'indirizzo, ilportone era chiuso,il campanello non c'era . Ho provato a telefonare (conosco un po meglio l'inglese e il francese) ,ma i numeri non andavano bene. Stavamo andando via per cercare un albergo,e un barbone ci ha chiesto cosa cercavamo. Gli abbiamo fatto capireche volevamo parlare con le suore (cattoliche) e lui ha aperto il chiavistello del cancello e ci ha fatto segno che potevamo entrare. Per questo servizio ci ha chiesto qualche spicciolo. Siamo entrati e Giovanni, che e' piu' intraprendente,ha suonato. Ci ha aperto una suora che parlava macedone e Giovanni mi ha mandato avanti perdire qualcosa. La suora e' andata a chiamare una consorella, e' arrivata, parlava francese e ci ha chiesto cosa facevamo e cosa volevamo. Ho tirato fuori ilmio migliore francese, ho spiegato che eravamo pellegrini,dadove siamo partiti, il nostro percorso, dove eravamo diretti, e che cercavamo ospitalita' . La sorella ci ha detto che non poteva ospitarci,pero' poteva fare qualcosa per noi. Ha fatto due tre telefonate e poi ci dice che aveva trovato posto per noi in un albergo, di seguirla che era a due passi. Chiedo quanto costa. E tranquillamente ha detto che non costava niente. Ci ha accompagnato, ha parlato con il reposnsabile, ci ha accompagnato fino in camera. Ho richiesto ancora se dovevamo pagare qualcosa,  niente. La generosita' e l'ospitalita' esistono ancora.
Stiamo camminando a buon ritmo, 36 kim ieri, 34 oggi, con il sole.
Ieri abbiamo camminato in una bella e stretta vallata, non abbiamo incontrato nessun paese, dove la valle a voltesi allargava, insediamenti isolati di poche case. Tuttomolto bello. Abbiamo dormito a Resen, in una piana in riva ad un lago, una cittadina prevalentemente agricola. Tutto attorno frutteti di meli, quelle stesse che facevano bellamostra nel bel mercato della frutta e verdura di Ohrid.
Anche oggi abbiamo camminato in una vallata,piu' corta,ma piu' deserta, e poi si apre in una ampia pianura, chiusa a occidente da montagne piene di neve, dove c'e' la citta' di Bitola.
Abbiamo passeggiato nel corso principale, chiuso al traffico, pieno di gente che passeggia, di bar con distese  di tavolini all'esterno piene di gente che si gode il sole/. Siamo a circa 700 mt di quota.  Si vede della bella gente, e abbiamo visto delle ragazze veramente belle, quasi delle modelle.
Domani si sconfina ancora. Entriamo in Grecia, ritroviamo l'euro. E un'altra lingua e un altro alfabeto.      

giovedì 11 aprile 2013

OHRID Macedonia 11 aprile 2013

Siamo arrivati ad Ohrid, Macedonia. Ieri abbianmo attraversato la frontiera al passo di QAFE THANE (si pronuncia CIAFETAN) . Attraversare un confine mi emoziona sempre.
 Sento dentro di me preoccupazione, ansia, agitazione, ma anche eccitazione, curiosita', spinta. Perche' attraversare un confine e' abbandonare il conosciuto, il quotidiano, quello che si conosce e con il quale si ha dimestichezza, e andare verso il non conosciuto, verso qualcosa di diverso, verso abitudini, costumi, usanze diverse. E a questo ci si deve adattare, dobbiamo usare la nostra flessibilita' per entrare a farne parte. E quello che ogni volta penso e': riusciro' ad accettare, ad adattarmi ? Il cibo mi piacera'? Dove andro' a dormire? Ma nello stesso tempo mi spinge la curiosita', la voglia di conoscere, il piacere di vedere persone nuove, di parlare con loro, di capire come vivono. Bello, molto bello.
Oggi abbiamo camminato da Struga a Ohrid, tutto in riva al lago, anche se non si vedeva  molto perche' era nascosto da una folta vegetazione di canne palustri. Pero' vicino alle citta' ci sono dei bei tratti balneabili, dove d'estate, ci hanno detto, si riempioni di turisti. Siamo a 700 mt di quota per cui il clima d'estate non e' eccessivamente caldo. Oggi e' stata una bella giornata di sole, qui in questa bella e ordinata cittadina la gente si scalda sul lungo lago al primo tepore primaverile. Poco dopo Struga abbiamo incontrato una coppia che stava facendo footing, come molti altri, abbiamo chiesto informazioni e ci siamo fermati a parlare un po, in inglese. Entrambi sono discendenti di turchi: fino alla prima guerra mondiale tutti i balcani erano sotto l'impero ottomano. Lei e' discendenti di turchi che abitavano in Albania. Anche in Macedonia, come in Albania, la maggioranza sono mussulmani, ma molto moderati,  e probabilmente (come i cattolici in Italia), non troppo praticanti.
Appena arrivati a Ohrid, mentre passeggiavamo con i nostri zaini nel bel corso pieno di gente e di sole, siamo stati abbordati da SLAVE, signore sui 50 anni, che si e' subito definito un filosofo. Ci ha fatto da cicerone, ci ha portato a visitare la bella basilica ortodossa di S.Sofia (la piu' importante della Macedonia). Ha voluto farci conoscere la sua filosofia di vita (parla bene  l'italiano): e' contrario al lavoro. Gesu' ha detto che gli uccelli del cielo e i gigli del campo vivono senza lavorare. Ci ha spiegato alcuni concetti interessanti: in molte lingue le parole madre e mare hanno la stessa radice. Per cui se ne deduce che la nostra cultura deriva dal mare, dai viaggi e dai commerci che fin dall'antichita' si svolgevano all'interno del Mediterraneo. Ha fatto il giro del mondo in bicicletta, due anni, per conoscere di persona, perche' ci dicono tante bugie, perche' il mezzi d'informazione non dicono la verita', o ne dicono solo una parte, o la manipolano. Ha fatto il giro del mondo per dimostrare che siamo tutti uguali, non c'e' differenza tra sedentari e nomadi, tra popoli di diversa cultura e tradizione.
La Macedonia e' piu' curata e ordinata dell'Albania; sembra piu' benestante. Pochi parlano italiano, a differenza dell'Albania, ma molti conoscono l'inglese e bene.
Domani abbiamo da fare 36 km, e attraversare un passo con una salita di circa 600 mt.
Sembra che la primavera stia arrivando: numerosi alberi di prugne e di biancospino con i bei fiori bianchi, sono completamente fioriti.
Il lago e' tutto attorniato da alte montagne le cui cime sono completamente coperte di neve.  

martedì 9 aprile 2013

DRAGOSTUNI (Albania) 9 aprile

Sono tre gorni che piove, peccato! Non si riesce a vedere al meglio tutto quello che c,e da vedere. Scusate la punteggiatura ma in questa tastiera certi caratteri non li trovo.
Siamo sbarcati a Durazzo in una mattinata grigia e nuvolosa, pero nel corso della giornata e venuto fuori un bel sle e abbiamo camminato in magliettina.
Abbiamo costeggiato per un bel po il mare: a sud di Durazzo c'e una grande zona piena di alberghi , ristoranti, che d'estate si riempiono di turist. Abbiamo visto il mare: bello, anche se ora la spiaggia e piena di materiale di riposrto del mare.
La Prima sera abbiamo dormito dalle Suore Dominicane di Kavaja, Suor Flavia e Suor Maria. Ci hanno accolto con calore e generosita ed hanno voluto che condividessimo la cena con loro. Ed e stato molto interessante, perche ci hanno parlato di quello che fanno e della situazion albanese. Si interessano oltre che dei cattolici di Kavaja, anche di tutti quelli che hanno bisogno, senza distinzione di credo religoso. In Albania il 90 percento sono mussulmani, un 2 percento cattlici e il resto ortodossi. Ma non ci sono problemi di religione: loro aiutano chi ha bisogno e sono ben volute. Si occupano di adozone a distanza, facendo studiare chi non ha la possiblita. Distribuiscono viveri a chi ha bisogno (quando arrivano dall'Italia, ma ora e molto tempo che non arrivano piu) tengono dei cors di igiene, di computer e altro. Ospitano alcune ragazze che fanno studiare a spese loro, fino a portarle alla laurea. La sanita in Albania e pubblica, ma se vuoi che ti curino devi dare la mancia a tutti, dal portantino al primario. Lo stesso la scuola: e invalso l'uso da parte degli insegnanti di chiedere un regalo. Questo dalla caduta del comunismo: prima tutt lavoravano, vivendo modestamente, adesso vige la legge del piu furbo e di quello senza scrupoli. Un dottore, ad una povera persona che gli allungava l'equivalente di 20 euro, glieli ha ributtati indietro con disprezzo dicendo che lui non sapeva cosa farsene di quella cifra irrisoria. Si specula sulle disgrazie altrui.
Ma noi, paesi ricchi , non pensiamo di essere senza colpe: abbiamo insegnato noi la corsa al denaro ed al profitto, abbiamo insegnato noi il comportamento senza scrupoli.
A Kavaje ci sono alcuni stabilimenti di imprenditori italiani: gli operai non sono pagati neanche secondo i contratti albanesi, e se qualcuno protesta viene messo subito a casa. I contributi non li pagano. Se vengono scoperti, chiudono subito e riaprono da un'altra parte con un altro nome.
Da Kavaje siamo andati a Peqin seguendo prima la superstrada verso il sud, e poi a RROGHOZINE abbiamo imboccato la vallata del fiume SKHUMBIN che tuttora stiamo seguendo e che porta la confine con la Macedonia.
Ieri eravamo a Elbasan, una grossa cittadina, che al tempo del comunismo deve essere stata un polo industriale: alle porte della citta c'e un grosso insediamento industriale in disuso, con le fabbriche cadenti. ccanto a queste qualche fabbrica nuova: a quello che siamo riusciti a sapere dovrebbero essere fabbriche metallurgiche.
La gente e molto cordiale, ci guarda passare, ci saluta: qualcuno ci chiede cosa stiamo facendo e ci fa i complimenti.
Lungo la strada a volte incontriamo qualche persona anziana che porta a pascolare una vacca, o due tre pecore. Ieri c'era una coppia, ognuno pascolava una vacca.
Lungo la strada, nei paesi, molta gente che non fa niente, che aspetta. Cosa aspetta: che passi il tempo. Non hanno  niente da fare, non hanno lavoro.
Si mangia bene, abbiamo sempre trovato dei bei posti da mangiare e siamo sempre stati soddisfatt: il costo della vita e nolto inferiore che da noi, per cui ci troviamo bene: con 5 euro si mangia e con 10 ero s dormi.
Stiamo bene, camminiamo bene, il morale e buono e proseguiamo con piacere : ogni giorno abbiamo esperienze e stimoli nuovi. E incontriamo sempe persone interessanti.

venerdì 5 aprile 2013

BARI 5 marzo SOLE CALDO

Siamo arrivati a Bari, una bella giornata di sole, caldo. Un mare bello, azzurro. La città è costruita prevalentemente con pietre bianche e con il sole il riverbero è tale che è difficile tenere gli occhi aperti. Di solito non porto gli occhiali da sole, ma se continua cosi credo che li dovrò mettere.
Camminando nella campagna piena di ulivi, ogni tanto si vedono dei bei trulli interamente costruiti a secco; purtroppo la maggior parte non riceve manutenzioni, per cui sono un po cadenti; è un peccato. Una volta servivono come alloggio per i lavoratori che anzichè tornare a casa alla sera, restavano nei campi. Non so se sia vero, però mi hanno detto che su questi trulli cadenti ci devono pagare l'IMU, come alloggio.
E' più di un mese che sono in cammino ed ho percorso un migliaio di chilometri. Sono a circa un quarto del percorso. Questa sera ci imbarchiamo per l'Albania: inizia una avventura nuova, un po mi preoccupa e un po mi affascina. Entrando in Bari abbiamo incontrato una giovane coppia con il loro bambino piccolo, e ci hanno detto che lo scorso anno anno visitato questo paese; ne sono rimasti entusiasti, è molto bello dal punto di vista paesaggistico e la gente è molto cordiale. Vi saprò dire.

martedì 2 aprile 2013

CANOSA 2 apr 2013

Giovanni al guado
Pensavo che Canosa fosse in provincia di Bari, ed invece è stata creata una nuova provincia BAT Barletta Andria Trani, e di questa fa parte. E' una bella cittadina, vivace, tenuta bene. Siamo arrivati partendo da Cerignola, per cui oggi è stata una tappa breve, di meno di 20 km, e siamo arrivati a mezzogiorno circa. Siamo andati al punto di informazioni turistiche e qui abbiamo incontrato Marco Tullio, gentile e molto disponibile. Prima ci ha cercato una sistemazione gratuita, sia presso i locali della Pro Loco,che presso un istituto religioso, poi ci ha portati, in auto, presso un B/B dove ora siamo. Non solo, poichè abbiamo chiesto se c'è un Internet Point per collegarci in Internet, ci ha prestato il suo computer, dal quale ora sto scrivendo, e quello della Pro-Loco, dal quale sta scrivendo Giovanni.
Arrivando a Canosa si passa per il vecchio ponte sul fiume Ofanto, ora ristrutturato, fatto costruire dall'imperatore Traiano, quando fece costruire la Strada Traiana che univa Benevento con Bari e Brindisi. Siamo arrivati vicino al ponte e siamo scesi sul greto del fiume per fotografarlo di fianco, poi siamo saliti sulla strada che porta verso il ponte, che ad un certo punto è chiusa per il traffico veicolare, e proprio prima della sbarra di chiusura era parcheggiata un'auto, una Punto, che dava il retro verso di noi. Mentre mi avvicino vedo che al posto di guida è seduto un signore, e avvicinandomi ulteriormente noto che tiene qualcosa sulle ginocchia, mi è sembrato un cane. Però ho notato che stranamente sembrava che facesse ballare il cane, cioè  lo faceva andare su e giù e la cosa mi è sembrata strana. Avvicinandomi ulteriormente, quasi affiancandomi alla macchina, mi sono reso conto che quello che aveva sulle ginocchia e andava su e giù non era un cane, ma la chioma di una donna bionda. Abbiamo fatto finta di niente e abbiamo proseguito. Mi  dispiace sempre disturbare la gente mentre lavora, soprattutto se è di mattino presto.
Ieri era Pasquetta e l'abbiamo passata camminando dal Santuario della Madonna Incoronata a Cerignola. Si passa tra ulivi, grano, vigneti. E siccome  era festa, ogni tanto in casolari isolati, c'erano gruppi di persone che  mangiavano e festeggiavano. Siamo passati vicino ad uno di questi, erano dei ragazzini sui 13/14 anni e si sono incuriositi di noi, ci hanno chiesto informazioni e cosa facevamo. Abbiamo spiegato, sono rimasti affascinati ed entusiasti; e a nostra volta abbiamo chiesto e ci hanno detto che sono un gruppo multietnico. Cosa vuol dire? Mi hanno detto: io sono italiano, lui albanese, lei moldava, lei polacco, lui algerino. Però tutti sono nati in Italia, e quasi nessuno conosce la propria lingua natia. Ho detto che questo è un peccato, devono mantenere le loro tradizioni, portarle avanti, non rinnegarle, continuare con la loro lingua.
L'ultima volta che ho scritto su questo blog ero a Solopaca. Dopo siamo stati a Benevento e quindi a Casalbore. Da Casalbore siamo arrivati a Troia, valicando gli appennini; in questo punto non sono molto alti ma è stata dura ugualmente, per la salita, la lunghezza della tappa (34 KM) e perchè adesso i torrenti sono tutti pieni d'acqua e ne abbiamo dovuti guadare due. Il primo soprattutto è stato molto difficoltoso ed impegnativo. Il punto dove era previsto il passaggio non era possibile il guado perchè l'acqua era troppo alta; per cui abbiamo dovuto risalire il torrente, che ha rive scoscese ed impervie. Alla fine abbiamo trovato un punto che ci è sembrato buono, ci siamo tolte scarpe, calze, arrotolati i pantaloni fino all'inguine e siamo andati. L'acqua era freddissima: sono arrivato a metà e avevo i piedi che mi facevano male dal freddo, ma bisognava andare oltre. Siamo riusciti a passare, la corrente era fortissima, l'acqua ci arrivava sopra il ginocchio.
L'altro guado è stato più agevole, meno acqua e più corto.
Ho fatto l'errore di non asciugarmi bene i piedi e per tutto il resto del giorno sono stato con calze e piedi bagnati e questo non fa bene ai piedi.
Svalicando gli Appennini abbiamo visto le pale eoliche: non so quante ne abbiamo viste. Io credo che siano molte centinaia, se non migliaia;  sono dei boschi di pale eoliche. Qualcuno in Campania ci ha detto che sono stati soldi spesi per niente, buttati via, che addirittura non sono neanche collegate alla rete elettrica. Mi sembra strano, sarebbe veramente una cosa da prendere i responsabili e processarli. Quando siamo passati tirava un vento fortissimo e andavano a più non posso. Penso che potrebbero produrre energia per tutta la Puglia e la Campania.
Siamo a tre giorni di cammino da Bari. Venerdi sera ci imbarchiamo  per Durazzo.
Fisicamente sta andando bene; il morale è alto e perciò si prosegue.